Nel 2022 previste maggiori restrizioni per la privacy su internet

A partire dal 2016 ed ai sensi della legislazione europea, anche conosciuta come GDPR, è possibile rimuovere contenuti da un sito web, al fine di tutelare la propria reputazione on line rispetto ai link lesivi che compaiono in rete in associazione al proprio nome o ai propri dati, questo fenomeno viene chiamato propriamente indicizzazione. Nella specie l’indicizzazione viene attraverso la barra di ricerca, ossia l’utente cerca ad esempio Mario Rossi su Google ed attraverso i dati personali come il nome ed il cognome può risalire a contenuti che ancorché veritiere danneggiano la reputazione dell’interessato. Su internet non è inconsueto che circolino contenuti diffamatori che mettono a rischio la reputazione di un soggetto, rischiando così di cagionargli un danno sia a livello professionale che personale. La privacy dunque assume un rilievo molto più che importante nella nuova era digitale, dove professionisti e aziende hanno la maggior parte dei loro incarichi. Dunque per ragioni di privacy, la legislazione europea impone che sia lecito avere il diritto di richiedere la rimozione di determinate informazioni personali che ci riguardano, ed allo stesso modo che le proprie informazioni personali non siano più connesse rispetto ad un particolare fatto storico, questo determinato evento si connatura attraverso il termine di diritto all’oblio.

Le restrizioni del 2022

Negli ultimi anni sono stati importanti per una grande novità in ambito di privacy, infatti il 2022 si propone come anno fondamentale per la legislazione in tema di privacy.

La privacy per limitare gli attacchi informatici

Negli ultimi anni sono stati molti gli attacchi informatici, tanto è vero che la legislazione sta cambiando in favore della tutela degli utenti contro questi fenomeni. Invero, per fare un esempio l’anno si è aperto con una proposta di azione continuata per i governi al fine di combattere i Cryptolocker, vale a dire un fenomeno in continua crescita, rispetto alle problematiche collegate ai pagamenti dei riscatti, compreso il ruolo delle criptovalute nonché il bisogno di informazione e di collaborazione con la polizia. Per questo motivo si vaglia la possibilità per le aziende che devono essere sempre pronte a ribattere ad esempio un evento di databreach, sia con protezioni online emesse per l’occasione sia, anche, istituendo procedure e ponendo in essere comitati di crisi serventi proprio per l’occorrenza. 

Uno sguardo alla privacy anche oltreoceano

Importante in tal senso è sicuramente la conformità delle legislazioni oltreoceano, come negli USA. Oltre al GDPR europeo, sono stati istituiti altre legislazioni per la privacy, per citarne qualcuna in California il Privacy Rights Act (CPRA), in Virginia Consumer Data Privacy Act (VCDPA) ed in Colorado il Privacy Act (ColPA). Queste entreranno in vigore nell’anno 2023. Se da un lato è bene che tutti gli stati stiano pian piano conformandosi alla tutela della privacy, d’altro canto il fenomeno porterà con sé una maggior difficoltà sul fronte della conformità per le aziende che operano nel territorio statunitense.

L’aumento delle restrizioni sui trasferimenti di dati transfrontalieri

I dati personali sono molto importanti per gli utenti, tanto è vero che i paesi del mondo stanno, piano piano, restringendo sempre di più in merito al movimento ed al trasferimento dei dati personali. Il nuovo anno 2022 porterà con sé altre restrizioni in merito proprio sulla possibilità di trasferire i dati personali fuori dai confini di alcuni Paesi. I paesi oltreoceano vogliono imitare l’Europa, che in punto di legislazione contro la privacy la regolamentazione risulta essere più restrittiva per quelli che sono i trasferimenti dei dati transfrontalieri.

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