Come contestare l’assegnazione di un nome a dominio

Il nome a dominio viene spesso chiamato solo con il termine “dominio”, questo deve essere un nome facile da ricordare associato a un indirizzo IP fisico sul web. Il nome a dominio, di fatto corrisponde al nome unico che compare dopo il simbolo @ negli indirizzi email ovvero dopo www. negli indirizzi web. Per fare un esempio, il nome di dominio xxx.com potrebbe essere tradotto nell’indirizzo fisico 198.102.434.8. L’uso di un nome di dominio al fine di individuare una posizione su Internet per l’indirizzo IP numerico facilita la memorizzazione e la digitazione degli indirizzi web.

Tutti possono comprare ed utilizzare un nome a dominio, per farlo basterà rivolgersi ad un host di dominio o a un registrar ed individuare un nome che non sia già stato utilizzato e pagare una quota annuale, così che questo nome a dominio comperato non sia utilizzato da altri, ben potendo identificare unicamente questo nome all’indirizzo IP.

Le controversie sul nome a dominio

L’assegnazione del nome a dominio, come definito dal paragrafo precedente, è possibile che sia oggetto di discussione tra diversi soggetti, poiché due o più persone possono reclamarne il diritto. 

La procedura di opposizione 

Allorquando viene aperta una procedura di opposizione questa ha l’effetto di sospendere l’assegnazione del nome a dominio acquistato, sino alla risoluzione della controversia. La procedura, in ogni caso concede a chi l’ha promossa di esercitare diritto di prelazione, vale a dire preminenza temporale, sull’eventuale nuova assegnazione.

Come inizia l’iter della opposizione al nome al dominio

Al fine di esercitare l’azione di opposizione ed aprire dunque una verifica sul nome a dominio, occorre inoltrare al Registro una richiesta scritta con:

– generalità del mittente;

-il nome a dominio oggetto dell’opposizione;

-le motivazioni che hanno spinto ad aprire la procedura nonché i diritti che si presumono lesi. 

I fruitori del web hanno a disposizione alcuni modelli precompilati in fac simile che operano n merito alla semplificazione della compilazione della richiesta. 

Invero due sono i modelli che possono essere utilizzati, quante sono le persone che possono fare richiesta di apertura della procedura:

-un modello per persona fisica;

-un modello per soggetti diversi dalla persona fisica.

L’opposizione de qua deve, in ogni caso, essere rinnovata, a mezzo raccomandata ogni 180 giorni, a meno che non vi sia un giudizio, un arbitrato ovvero una procedura di riassegnazione già in corso.

Il rinnovo può essere ripetuto non più di due volte.

La riassegnazione del nome a dominio

Una volta aperta la procedura è necessario che la stessa si chiuda a seguito di valutazioni professioni condotti dai c.d. Prestatori del Servizio di Risoluzione delle Dispute, in acronimo PSRD.

Questi hanno lo scopo di verificare se il nome a dominio si affettivamente stato registrato in corrispondenza di illeciti.

La riassegnazione, c’è da specificare, non impedisce il ricorso alla Autorità giudiziaria o all’Arbitrato, tuttavia si pone come alternativa rispetto a queste due soluzioni appena proposte.

Il nome a dominio può essere assegnato al nuovo Registrante, entro i 30 giorni successivi al passaggio in stato. Colui che sarà definito quale nuovo registrante dovrà, in primo luogo, contattare il proprio Registrar chiedendo il valore del “contactID” da inserire nella richiesta di riassegnazione. 

Cosa succede se la riassegnazione non avviene entro 30 giorni?

Nel caso in cui la registrazione non si concluda nei 30 giorni canonici i 30 a seguito della procedura di riassegnazione, il nome a dominio tornerà libero, ciò vuol dire che sarà possibile a chiunque registrare un dominio con quel nome, ben tenendo presente che il reclamante avrà, in ogni caso, diritto di prelazione su quel nome.

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