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Direttiva Omnibus ed eCommerce

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Nel panorama in continua evoluzione del commercio elettronico (eCommerce), le normative e le direttive giocano un ruolo fondamentale nel definire le regole del gioco. Una di queste importanti direttive è la Direttiva Omnibus, un insieme di normative che mira a modernizzare e armonizzare le regole del mercato interno digitale nell’Unione Europea.

In considerazione di ciò, appare utile chiarire come la Direttiva Omnibus risulta essere un quadro legislativo ambizioso che prevede diverse misure volte a migliorare la regolamentazione dell’e-Commerce nell’UE. Essa è stata annunciata nell’aprile 2022, pensata ed emanata per affrontare le sfide emergenti nel mondo digitale, come la protezione dei consumatori, la lotta alla disinformazione online e la promozione della concorrenza equa.

La direttiva Omnibus e la protezione dei consumatori nell’e-commerce

Uno dei pilastri principali della Direttiva Omnibus è la protezione dei consumatori online. Essa cerca di migliorare la trasparenza e la chiarezza delle informazioni sui prodotti, nonché di stabilire regole più solide per i diritti dei consumatori nelle vendite online, inclusi i resi, i rimborsi e le garanzie. Questo è fondamentale per aumentare la fiducia dei consumatori nell’acquisto di beni e servizi attraverso piattaforme digitali.

Decreto legge che attua le disposizioni della Direttiva dell’Unione Europea, c.d. “Omnibus” introduce alcune modifiche significative al Codice del Consumo, affrontando diverse questioni riguardanti le clausole vessatorie, le pratiche commerciali scorrette, la concorrenza sleale e le comunicazioni commerciali non veritiere. Inoltre, mira a migliorare la trasparenza nei confronti dei consumatori e dichiarare un regime di sanzioni più stringente.

L’impatto della direttiva omnibus sulle pratiche commerciali sleali

Tra le innovazioni di maggiore rilievo per gli operatori nell’ambito dell’e-commerce, vi è l’espansione dell’elenco delle pratiche commerciali considerate sempre sleali. La Direttiva 2005/29/CE vieta le pratiche commerciali sleali, che comprendono sia le pratiche commerciali ingannevoli che le pratiche commerciali aggressive. Le pratiche commerciali ingannevoli sono ulteriormente suddivise in azioni e omissioni ingannevoli, regolate rispettivamente dagli articoli 6 e 7 della Direttiva.

In aggiunta, la Direttiva elenca nell’allegato I tutte le pratiche commerciali che sono considerate in ogni caso sleali, eliminando quindi la necessità di una valutazione caso per caso sulla loro natura sleale. A questo proposito appare utile richiamare la nozione di “pratiche commerciali sleali“, invero, secondo la normativa di settore queste comprendono sia azioni che omissioni ingannevoli ovvero aggressive. Le pratiche ingannevoli coinvolgono informazioni fuorvianti o false, mentre le pratiche aggressive riguardano pressioni indebite sui consumatori.

In questo panorama, la Direttiva Omnibus ha introdotto nuove categorie di azioni e omissioni ingannevoli, che sono state a loro volta inserite nell’allegato I. Inoltre, è stata aggiunta una nuova tipologia di pratica commerciale sleale nell’allegato I, che non rientra tra le azioni ed omissioni ingannevoli. Questa estensione delle pratiche commerciali sleali rappresenta un importante passo avanti nella tutela dei consumatori e nella promozione di un mercato più equo e trasparente.

Il fenomeno della Dual Quality

Una nuova forma di azione ingannevole ha preso piede nel panorama normativo, coinvolgendo un’attività di marketing che promuove un bene in uno Stato membro come identico a un bene venduto in altre nazioni, nonostante sostanziali differenze di composizione e caratteristiche.

Questo fenomeno noto come “Dual Quality” è ora considerato una pratica commerciale ingannevole, salvo che possa essere giustificato da fattori legittimi e obiettivi. Tale aggiunta è stata introdotta nell’ordinamento italiano mediante la modifica dell’articolo 21 del Codice del Consumo, rappresentando un passo significativo nella tutela dei consumatori.

Considerazioni conclusive

Con l’introduzione delle nuove pratiche commerciali sleali dalla Direttiva Omnibus, gli operatori dell’e-commerce non solo devono astenersi da comportamenti specifici, ma devono anche adottare un approccio proattivo per garantire che i consumatori ricevano informazioni complete. Questo sforzo mira a evitare l’omissione ingannevole.

Uno dei punti critici riguarda le recensioni online, dove i professionisti sono stati chiamati ad adottare misure ragionevoli e proporzionate per verificare l’autenticità delle recensioni. Questo impegno richiede la gestione e la verifica delle recensioni, possibilmente con l’aiuto di fornitori terzi specializzati nella raccolta e gestione di recensioni.

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