Diritto all’Oblio e Diritto di Cronaca

Diritto di cronaca, diritto di informazione e diritto all’oblio: al giorno d’oggi articoli di giornali, documenti sul web, informazioni importanti, tutto è a portata di un click. I giornali non sono più cartacei, ma principalmente digitali. Che questo dia fastidio o meno, è importante tutelare il cittadino e contemporaneamente la libertà di espressione. Partiamo dall’assunto che qualsiasi sia il provvedimento preso dal Garante della Privacy, questo deve essere applicato in ogni caso, nei confronti di un utente come di un motore di ricerca.

Provvedimenti del Garante della Privacy

Come si esprimono i provvedimenti del Garante della Privacy quando il diritto di cronaca si scontra con il diritto all’oblio? Nel provvedimento del 15 ottobre 2020 si fa riferimento al pregiudizio su alcuni articoli presenti in rete, che tuttavia non sono rappresentati da editori ufficiali: i fatti, lamenta il soggetto, non sono riportati in maniera precisa. In questo caso, il garante ha proceduto con la rimozione dei link, in quanto non si rispettava il diritto di cronaca nel senso puro del termine. Nel provvedimento del 29 ottobre 2020, invece, si legge che il garante ha ingiunto Google di rimuovere i link presenti sul web ed effettuare così la deindicizzazione, per proteggere la privacy del soggetto e la sua riservatezza. Si trattava di notizie non più rilevanti con la reputazione attuale del soggetto, in quanto le notizie risalivano a più di dieci anni fa. Il garante per la protezione dei dati personali, nel provvedimento del 30 aprile 2020, è intervenuto anche in una vicenda molto difficile: il reclamante era stato indagato e accusato di corruzione. Solo in seguito si è giunto a un patteggiamento, con una condanna di un anno e otto mesi di reclusione. La cronaca giudiziaria, in questo caso, era piuttosto recente, in quanto risalente agli anni 2017 e 2018: il fatto continua ad essere giudicato di “interesse pubblico”.

 

 

 

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