Diritto all’Oblio Google Modulo

È il motore di ricerca più noto e utilizzato al mondo; per milioni di cittadini è diventato uno strumento familiare e indispensabile: è Google. Navigando sul web, ognuno di noi ha lasciato tracce di sé su pagine web che Google scansiona, indicizza e memorizza. Come agire quando desideriamo che un contenuto di ricerca non venga più mostrato? Se la procedura in sé non è affatto complicata, una particolare attenzione è invece dovuta allo studio delle motivazioni che ci conducono a chiedere l’eliminazione di un contenuto a un motore di ricerca. Bisogna chiarire innanzitutto che Google offre un servizio: raccogliere la maggior quantità possibile di pagine esistenti sulla Rete e renderle disponibili all’utente che effettua una ricerca tramite alcune parole chiave. Pertanto, l’azienda non è proprietaria dei contenuti delle singole pagine web e non può gestirli a suo piacimento. Nel tutelare la sua riservatezza, come prima cosa il privato cittadino dovrebbe chiedere la cancellazione della pagina web al proprietario del sito che la possiede. Solo in un secondo momento, se questa prima opzione non dovesse avere riscontro, potrà presentare un’istanza a Google.

Modulo Google rimozione Contenuti

Il colosso di Mountain View ha predisposto a tale scopo un documento digitale in cui inserire tutti i dati e le motivazioni che ci spingono a voler rimuovere un URL preciso: il modulo di richiesta per la rimozione delle informazioni personali, la cui compilazione può essere affidata anche a rappresentanti legali o a terze persone autorizzate. Il Garante per la Privacy ha stabilito che Google ha l’obbligo di rispondere alla richiesta entro un mese, pena il pagamento di sanzioni in denaro per milioni di euro. In caso di risposta positiva il motore di ricerca provvede a deindicizzare la pagina dai suoi elenchi, cancellando non il contenuto, ma tutti i link che conducono ad essa. La risposta, però, è spesso negativa, perché Google non ritiene la motivazione valida. Come conoscere in anticipo se la nostra domanda potrà essere accolta?

Diritto all’oblio e GDPR

La risposta sta nelle linee guida offerte dall’articolo 17 del GDPR (General Data Protection Regulation), il Regolamento generale sulla protezione dei dati adottato dall’Unione Europea nel 2018. Le situazioni che consentono la deindicizzazione sono:

  • L’utilizzo illecito dei dati raccolti.
  • La scadenza del periodo utile in cui trattenere i dati.
  • L’esercizio del diritto di opposizione al trattamento dei dati da parte dell’utente.
  • La revoca del consenso al trattamento dei dati personali (in particolari casi specificati dal Regolamento).
  • La cancellazione dei dati personali su documenti fisici o digitali una volta adempiuti gli obblighi legali che imponevano la conservazione dei dati.
  • La raccolta di dati di minori.

Lo stesso regolamento indica anche le motivazioni che impediscono la cancellazione o deindicizzazione di dati sensibili laddove il diritto all’oblio vada bilanciato con altri diritti che scaturiscono dall’interesse pubblico o da necessità giuridiche, quali:

  • L’archiviazione nell’ambito della ricerca scientifica o storica e dell’interesse collettivo.
  • L’adempimento di obblighi legali.
  • L’utilità pubblica dei dati sanitari.

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