Furto di identità sul web, come fare per tutelarci dagli attacchi sul conto corrente?

Non è infrequente che sul web alcuni soggetti tendano a crearsi una falsa identità, utilizzando, nei casi più gravi, i nostri dati personali, quali nome e cognome, le nostre immagini, per esempio quelle che abbiamo postato sui nostri account personali o tra le storie.  Questa pratica, che prende il nome di catfishing, avviene molteplici motivazioni. C’è da dire, però, che è necessario distinguere gli effetti e le modalità che la pratica in oggetto comporta sugli utenti. In alcuni casi, quelli meno gravi, non avviene un vero e proprio furto di identità, invero, l’utente crea ad hoc un profilo falso, al solo scopo di relazionarsi con altre persone, nascondendosi dietro una falsa identità, ancorché non rubata. Altri, invece, nei casi più gravi operano questo tipo di condotta, rubando i dati personali di persone esistenti al solo scopo di commettere illeciti, tra cui truffa, diffamazione etc. Gli account, siano questi creati su Facebook, Instagram, Twitter o Google, etc., che vengono realizzati con l’unico scopo di danneggiare altri utenti, possono in effetti rovinare la reputazione online, con le conseguenze da questa derivanti, sul piano professionale e sociale.

La normativa di riferimento

nel nostro codice penale, è stata introdotta una norma di cui all’art. 640 ter c.p., che integra la nozione di identità digitale, parificandola alla identità fisica. Il Legislatore, si è infatti reso conto che la pratica della sostituzione di persona attraverso il furto dell’identità digitale fosse ormai un’attività più che comune, e si è deciso così ad intervenire in maniera netta. Preliminarmente, è necessario chiarire cosa si intenda con la locuzione identità digitale: ebbene, questa contiene dati personali che rappresentano in maniera più che unica un soggetto o una cosa; ancora, attraverso l’identità digitale è possibile risalire ad un novero ben più ampio di circostanza riguardanti la persona, di talché è possibile che si risalga a anche ad informazioni circa le relazioni che intercorrono tra il proprietario della identità di cui si parla ed altri. Proprio per la peculiarità della nozione ivi esposta, e per il pericoloso reticolato che dall’assunzione fraudolenta della medesima può aversi, l’art. 640 ter c.p. infatti chiarisce che se il fatto criminoso, quale la frode informatica, è commesso con sostituzione dell’identità digitale in danno di uno o più soggetti comporta un aggravamento di pena. 

Gli indici comuni per comprendere se si è stati vittima di furto digitale

Il furto dell’identità digitale potrebbe avvenire per qualsiasi motivo, per diffamarci, per commettere frodi alla legge utilizzando il nostro nome, così che il vero autore sia difficilmente riconoscibile, ma soprattutto per accedere ai nostri conti corrente, e prelevare denaro indebitamente. Qui di seguito segnaliamo alcune dei segnali attraverso i quali potremmo accorgerci del furto delle nostre credenziali bancarie:

-se ci accorgiamo che ci sono prelievi o transazioni sul nostro conto corrente;

-se riceviamo fatture di prodotti o servizi mai acquistati o mai utilizzati;

-se non ci arrivano più i consueti rendiconti del conto corrente;

-ovvero, nei casi più gravi, se la nostra carta di credito ha smesso di funzionare. 

In questi casi è sempre bene scrivere una diffida alla nostra banca avente ad oggetto le operazioni di cui non siamo a conoscenza, così che questa bloccherà i pagamenti ancora non effettuati, oppure se si è già in una fase avanzata bloccare la carta al fine e denunciare il tutto alle Autorità competenti.

Cosa posso fare se sospetto di essere vittima di un furto di identità

Innanzi tutto, come detto nel paragrafo precedente sarà necessario, ove ci fossimo accorti che la nostra identità sia stata rubata per questioni inerenti al conto corrente bancario, bloccare la carta, così da evitare ulteriori prelievi o movimenti non autorizzati. Per i reati informatici, quali frode informatica, accesso abusivo a sistemi informatici etc., sarà necessario presentare denuncia online alla Polizia Postale, nel dettaglio allo sportello per la sicurezza degli utenti web. All’interno della denuncia è bene chiarire in modo chiaro e preciso tutti i punti che la Polizia dovrà andare a verificare. Ancora, poi, sarà necessario modificare tutte le password connesse alla nostra identità. È possibile, in ogni caso, ottenere un risarcimento dal danno cagionato dall’illecito utilizzo delle nostre informazioni.

Qualora si desideri ottenere tale risarcimento economico è necessario che il furto di identità venga attestato mediante prove che abbiano valore forense in giudizio. L’Azienda specializzata nel settore Cyberlex, attraverso il Team di esperti informatici che la compone, fornirà informazioni utili sulla copia autentica di pagine web e vi guiderà, passo dopo passo, per ottenere copia autentica che sia valida in giudizio, per i documenti reperiti online.

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