Recensioni false, quando viene integrata la diffamazione

Non è infrequente che su internet vengono creati profili, spesso falsi, per recensire in modo negativo attività di business e per offendere i proprietari delle stesse aziende. Uno delle maggiori ipotesi che vengono riscontrate quotidianamente è quella della diffamazione aggravata compiuta a mezzo internet ai sensi della norma di cui all’art. 595 co. 2 c.p. Il fenomeno che qui si descrive è quello delle recensioni false che viene definito in maniera tecnica con il nome di astroturfing. L’astroturfing viene inteso quale condotta tramite cui è possibile condizionare in maniera positiva o negativa l’andamento aziendale di una attività con il mezzo della pubblicazione non veritiera di recensioni online. Per completezza, si suole ricordare che la pratica qui descritta avviene ad opera di soggetti che non hanno mai usufruito del servizio che recensiscono, al solo fine di avvantaggiare o influenzare in maniera negativa un brand, che sia un ristorante un negozio, un albergo etc. Per far fronte a questa pratica abbiamo redatto una guida su come fare per rimuovere una recensione falsa da Google. Secondo quanto stabilito da uno studio condotto dalla Harvard Business School, l’astroturfing ha un’influenza compresa fra il 5% e il 9% sul fatturato di chi adotta tale metodologia.

Uno sguardo al reato di diffamazione

La diffamazione ai sensi dell’art. 595 c.p. è un reato per cui la vittima viene lesa nel proprio diritto all’onore ed alla reputazione di fronte ad alcuni soggetti, quella operata a mezzo internet, pare essere ancora più gravosa, infatti per questo viene annoverata tra i casi di reato aggravato, poiché la dichiarazione denigratoria viene esposta ad una platea di soggetti che è potenzialmente infinita. Attualmente sono innumerevoli le sentenze che hanno assunto come integrante la condotta diffamatoria anche la pratica dell’astroturfing. Questo perché il soggetto che opera tali false recensioni può benissimo divulgare informazioni false a tal punto da danneggiare la reputazione e l’immagine dell’azienda su cui si scrive negativamente.

La pratica della diffamazione a mezzo recensione su internet

Se da un lato è vero che la giurisprudenza di legittimità ha accolto l’astroturfing nell’area del penalmente rilevante del reato di diffamazione, dall’altro è pur vero che provare una simile responsabilità da parte del soggetto agente pare essere una probatio diabolica.  In primo luogo, il contatto da cui proviene la recensione negativa potrebbe essere falso, e dunque si deve risalire all’indirizzo IP per poter riuscire ad identificare in maniera univoca l’agente.

È possibile ottenere un risarcimento del danno a fronte dell’astroturfing?

È certamente possibile tutelarsi, in sede civile, al fine ottenere un risarcimento del danno a seguito delle recensioni false che hanno intaccato la reputazione del brand aggredito, tramite una azione legale. La strada del risarcimento appare quella più agevole anche per il fatto che, è possibile citare, eventualmente si abbiano difficoltà a risalire alla persona fisica che ha scritto la recensione, anche quella giuridica, per fare un esempio TripAdvisor, Facebook, Booking, Airbnb etc. Alle aziende che forniscono questo tipo di servizio di recensione è possibile, in primo luogo, chiedere la rimozione del contenuto diffamatorio, ad esempio Google maps mette a disposizione un apposito servizio in merito.  Inoltre, è possibile per l’interessato chiedere risarcimento del danno di immagine che l’esercente ha effettivamente sofferto in conseguenza della recensione diffamatoria pubblicata su di un sito web sul quale non siano stati esperiti i controlli appositi.

L’altro effetto delle recensioni diffamatorie sul web: la concorrenza sleale

Se è vero che da un lato le recensioni diffamatorie hanno capacità persuasiva tale da far crollare le vendite di una attività, non può non prescindersi dall’effetto concomitante che si estende alle aziende concorrenti avvantaggiandole. Si è sentito parlare sicuramente di recensioni pubblicate ad hoc al fine di favorire un altro business, proprio su siti come come Tripadvisor, ad esempio, i quali basano la propria intera attività sulla possibilità di avere classifiche consultabili in maniera facile e veloce per qualsiasi tipo di servizio.  La recente giurisprudenza si è espressa in senso positivo attraverso un’ordinanza, per mezzo della quale disponeva la cancellazione imminente di una recensione scritta con l’utilizzo “di forme oggettivamente incivili”, precisando che è compito del gestore del sito, anticipare la tutela ai fini di una pubblicazione che non leda gli interessi in gioco né la reputazione del soggetto nei cui confronti viene scritta la recensione.

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