Quando non si può chiedere a Google di rimuovere informazioni personali?

Il diritto all’oblio è inteso ormai come diritto fondamentale e sta ad indicare quella particolare tipologia di diritto che riesce a cancellare dal web i dati personali pregiudizievoli di un certo soggetto. Al fine di osservare il diritto all’oblio nei confronti dell’interessato, il Titolare delle informazioni personali che sono state diffuse pubblicamente su un sito web o una pagina, che abbiamo però contenuto pregiudizievole, ha l’obbligo di informare della richiesta di cancellazione altri titolari che trattato allo stesso modo i dati personali cancellati. Sul punto, ai sensi dell’art. 17 par. II del GDPR si fa riferimento a “qualsiasi link, copia o riproduzioni”.

Le eccezioni al diritto all’oblio 

Orbene, è stato definito sia dalla stessa corte che dalle Linee Guida in materia di diritto all’oblio e di cancellazione dei dati personali che il diritto alla protezione ed alla rimozione delle notizie pregiudizievoli non può essere considerato quale diritto assoluto, ma deve essere in ogni caso posto in relazione alla propria funzione sociale tanto da essere bilanciato con gli altri diritti fondamentali, tenendo conto del principio di proporzionalità. A suffragio di ciò è stato chiarito che a seconda delle circostanze del caso, i Titolari del trattamento possono rifiutare la deindicizzazione di un contenuto laddove possano dimostrare che l’inclusione di un simile contenuto nell’elenco di risultati è strettamente necessario per la tutela della libertà di informazione degli utenti di Internet e dell’interesse storiografico della collettività.

Le eccezioni alla deindicizzazione secondo le linee guida 5/2019

La deindicizzazione, al pari della eliminazione, segue le stesse regole e dunque non viene sempre attuata, invero, oltre al limite dell’interesse storiografico, viene disposto quello legale. È abbastanza inusuale che il diritto di uno Stato membro preveda l’obbligo per i fornitori di motori di ricerca di pubblicare alcuni tipi di informazione e non di altri. Per applicare l’eccezione appena menzionata occorre che vengano che il mantenimento sul web della notizia per cui si chiede la deindicizzazione deve superare un certo lasso di tempo. Dunque, per cancellare una informazione ovvero per fare in modo che il diritto all’oblio sia esercitato, è necessario per rispettare l’obbligo legale di pubblicazione. È possibile, ad esempio, che diritto di uno Stato membro preveda il pubblicare su pagine web di informazioni contenenti dati personali, ma l’obbligo alle pagine web no può rientrare nel novero della casistica dell’art. 17 par. 3 lett. b) del GDPR poiché non è rivolto al fornitore del motore di ricerca.

Gli obblighi per lo stato membro

Ci si ricorda però come, le Linee guida 5/2019, sanciscano che lo Stato sia obbligato alla legale di pubblicazione agli editori web deve in ogni caso essere tenuto in considerazione quando si effettua il bilanciamento tra i diritti del singolo interessato e l’interesse degli utenti del web ad avere accesso all’informazione. Viene da sé come la circostanza che un’informazione debba essere pubblicata online per obblighi di legge o in seguito alla decisione assunta dall’Autorità apposita di prevenzione contro gli attacchi alla privacy, che qui si identifica con il garante per la Privacy.



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